Nuova strategia terapeutica per il cancro del pancreas, lo studio

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Nuova strategia terapeutica per il cancro del pancreas, lo studio
Credit photo: Webpathology.com

Nella maggior parte dei pazienti affetti da cancro del pancreas, la diagnosi viene fatta quando la malattia è già avanzata e al momento non esiste un trattamento efficace. Non ci sono stati progressi significativi per combatterlo negli ultimi decenni e sfortunatamente la sua presenza è in aumento.

Ora, un gruppo di ricercatori del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (CNIO) potrebbe aver trovato una nuova forma di attacco.

Tumore al pancreas, va attaccato da più fonti 

“Questo tumore è così aggressivo e così complesso che è necessario cercare di attaccarlo da varie fonti, non solo da cellule tumorali. Il nostro lavoro apre le porte alla progettazione di future strategie terapeutiche. Tuttavia, è ancora troppo presto per pensare il suo uso clinico “. Queste sono le dichiarazioni dei ricercatori dello studio, pubblicato sulla rivista National Academy of Science (PNAS).

Cancro del pancreas e le caratteristiche 

Una delle caratteristiche del cancro del pancreas è che le cellule tumorali sono incorporate nello stroma, che rappresenta il 90% della massa tumorale e che sembra costituire una barriera (fisica e chimica) che ostacola il trattamento con inibitori, chemioterapia e immunoterapia.

La maggior parte degli studi si è concentrata principalmente sulle cellule tumorali, mentre le cellule che formano lo stroma sono le grandi sconosciute, nonostante diversi gruppi di ricerca dimostrino che alcuni componenti dello stroma favoriscono la progressione del tumore.

Il contesto, gli studi precedenti e i risultati 

Recentemente vari gruppi hanno cercato di eliminare le cellule più abbondanti nello stroma, i cosiddetti fibroblasti associati al cancro (CAF), ma hanno ottenuto l’effetto opposto a quello atteso: il tumore ha continuato a progredire con ancora maggiore aggressività. L’interpretazione di questo risultato è stata che alcune delle cellule eliminate potrebbero avere funzioni anti-tumorigeniche.

Il nuovo studio e la strategia di partenza 

I ricercatori del gruppo di oncologia sperimentale del CNIO hanno pertanto concentrato il loro lavoro sull’individuazione di una popolazione di cellule stromali che favorisca la crescita del tumore, per poi scoprire perché hanno questa capacità e invertirla. La strategia è innovativa, perché invece di eliminare queste cellule stromali che aiutano il tumore, l’obiettivo è stato la loro riprogrammazione selettiva.

Le considerazioni 

Come spiega Carmen Guerra, uno dei principali ricercatori, e Magdolna Djurec, prima autrice del lavoro, “ci sono ora molti gruppi che esaminano la relazione tra stroma e crescita del tumore, con la speranza di trovare nuove strategie terapeutiche.Tuttavia l’eliminazione delle cellule stromali potrebbe avere un effetto negativo, quindi il nostro approccio è riprogrammare lo stroma invece di eliminarlo: si tratta di una strategia innovativa“.

Lo studio 

I ricercatori si sono concentrati su una sottopopolazione di fibroblasti che sono noti per giocare un ruolo nell’infiammazione, perché l’infiammazione favorisce la crescita del tumore. Il loro primo compito era analizzare tutti i geni che sono espressi differenzialmente nei fibroblasti stromali del tumore, i CAF, in confronto ai fibroblasti del tessuto pancreatico sano.

La loro ipotesi era che i possibili geni responsabili del ruolo pro-tumorale dei CAF sarebbero espressi ad alti livelli solo in questi fibroblasti e non nei fibroblasti del tessuto sano.

I risultati

L’analisi ha rivelato che il gene Saa3 è responsabile dei CAF che aiutano le cellule tumorali a progredire. Quando i ricercatori hanno eliminato l’espressione di questo gene nei CAF, queste cellule si sono comportate come normali fibroblasti, poiché hanno perso la capacità di aiutare le cellule tumorali a progredire. I ricercatori sono quindi riusciti a “riprogrammare” queste cellule, privandole delle loro proprietà pro-tumorali.

Le conclusioni 

Pertanto, “questa scoperta può rappresentare una futura strategia terapeutica da combinare con altre strategie, come l’immunoterapia, la chemioterapia o gli inibitori contro specifiche vie di segnalazione delle cellule tumorali“. Inoltre “apre la porta a nuove ricerche in molti laboratori volti a riprogrammare lo stroma invece di eliminarlo“, ha aggiunto Djurec.

Nel futuro

È ancora troppo presto per pensare alla sua applicazione clinica, ma il lavoro rivela un nuovo target genetico su cui cercare nuove possibili strategie terapeutiche.

In campioni umani di cancro del pancreas, i ricercatori hanno identificato la stessa popolazione di fibroblasti “pro-tumorali” e hanno osservato che quando il gene SAA1 (la versione umana di Saa3) è sovraespresso, la prognosi per i pazienti è molto peggiore.

Questo risultato è probabilmente il primo di molti, perché i ricercatori stanno ancora studiando il ruolo di altri geni di potenziale rilevanza trovati nell’analisi di espressione comparativa dei CAF e dei fibroblasti normali.

Fonte:
https://www.cnio.es/ing/publicaciones/a-new-strategy-induces-the-regression-of-advanced-lung-tumours-in-mice
http://www.pnas.org/content/early/2018/01/18/1717802115

Credit photo: Webpathology.com