Inquinamento elettromagnetico e tumori: cosa dice la ricerca

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Inquinamento elettromagnetico e tumori: cosa dice la ricerca

Tutti sanno che il fumo di sigaretta è una delle principali cause di tumore al polmone ma quanti sanno che la seconda causa è il gas radon? E quanti sanno che per legge negli uffici e negli ambienti pubblici come gli ospedali la concentrazione media annua di radiazioni del Radon non deve superare i 500 Becquerel per metro cubo?

Questo è solo uno dei più noti esempi di come le radiazioni ambientali possono influire sulla nostra salute. 

Abbiamo incontrato Nicola Limardo, architetto ed esperto di fisica ed elettrosmog, per capire quali accorgimenti è consigliabile prendere sia per prevenire certi tumori che per evitare ulteriori disturbi in chi è sotto cure oncologiche.

Radiazioni ionizzanti e radiazioni non-ionizzanti 

“Intanto facciamo chiarezza su alcuni termini – spiega Nicola Limardo – esistono radiazioni ionizzanti e non ionizzanti: la differenza sta nell’energia che trasportano. Le radiazioni ionizzanti, come i raggi gamma, i raggi X ed alcuni ultravioletti sono radiazioni in grado di “strappare” elettroni dagli atomi ionizzandoli. Le radiazioni non ionizzanti come le micro onde e le onde radio non hanno energia sufficiente per strappare elettroni tuttavia possono produrre effetti sulla materia come ad esempio surriscaldarla”.

Noi siamo esposti a numerose radiazioni, sia quelle naturalmente prodotte nel sottosuolo come ad esempio il radon sia a quelle di natura artificiale come il wifi, le onde dei telefonini e i campi elettromagnetici generati dai circuiti elettrici. 

L’elettrosmog può favorire lo sviluppo anche di tumori 

Limardo sottolinea come la stessa Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) abbia classificato i campi elettromagnetici a radio frequenza come cancerogeni di tipi 2B, ossia come “possibilmente cancerogeni per gli esseri umani”. Questo non vuol dire che sia una correlazione diretta tra queste radiazioni e lo sviluppo di tumori, ma non vuol nemmeno dire che non esista nessuna correlazione.

Inoltre “i pazienti oncologici sono persone che spesso hanno il sistema immunitario debilitato per via dei trattamenti oncologici – precisa Limardo – loro, così come i bambini e gli anziani sono tutte categorie di persone le cui difese indebolite possono esporli a maggiori rischi dovuti alle radio frequenze”. 

Come proteggerci da questi campi 

La soluzione può essere più semplice del previsto: proteggerci con appositi dispositivi. Limardo già da tempo opera nel settore delle bonifiche da elettrosmog utilizzando sofisticati strumenti di rilevazione delle radiazioni ed installando soluzioni che permettono di schermare punti sensibili della casa come il letto, dove passiamo quasi un terzo della giornata. 

Per i cellulari è stato messo a punto un sistema certificato da diversi enti ufficiali che permette di annullare gli effetti negativi delle radio frequenze emesse dai cellulari. 

Fonti: 

•   Corriere della Sera: Il gas radon in case e uffici è la seconda causa di tumore ai polmoni (e c’è in tutti gli edifici)

https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/cards/gas-radon-case-uffici-seconda-causa-tumore-polmoni-c-tutti-edifici/che-cos-radon_principale.shtml

•    Istituto Superiore di Sanità- ISS (http://old.iss.it/radon/index.php?id=168&tipo=25&lang=1)

•    Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS (https://cancer-code-europe.iarc.fr/index.php/it/12-modi/radiazioni/782-cos-e-il-radon-quali-tipi-di-cancro-puo-causare)

•    IARC: https://www.iarc.fr/wp-content/uploads/2018/07/pr208_E.pdf•    www.geoprotex.com

Andrea Pensotti
Andrea Pensotti
Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dottorando presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma.