CAR T: il 93% dei pazienti ha risposto al trattamento

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CAR T: il 93% dei pazienti ha risposto al trattamento

In uno studio clinico all’avanguardia, che ha utilizzato le cellule immunitarie del corpo (CAR T) per combattere il cancro in fase avanzata, il 93% dei pazienti ha risposto al trattamento.

La terapia con cellule CAR T

L’acronimo deriva dall’inglese Chimeric Antigen Receptor T-cell (cellule CAR T) che, pur riferendosi letteralmente al nome delle cellule ingegnerizzate, descrive in realtà un complesso procedimento in cui alcune cellule del sistema immunitario vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali e poi reinfuse nello stesso paziente.

Lo studio

Hanno preso parte alla sperimentazione 74  individui con linfoma mantellare che erano stati sottoposti a terapia standard a cui però il cancro era tornato. I risultati hanno mostrato che  il 93% ha risposto e il 67% ha avuto una remissione completa – il che significa che il cancro era scomparso – nelle settimane successive al trattamento. Il tasso di sopravvivenza globale era dell’83%, molto più alto di quello che i medici si aspettano da altri trattamenti per il cancro in questo scenario.

Questa è una nuova importante terapia che ha il potenziale per offrire speranza ai pazienti”, afferma Patrick Reagan, assistente professore di ematologia-oncologia presso il Wilmot Cancer Institute dell’Università di Rochester Medicine. “I pazienti con linfoma mantellare che hanno recidivato dopo chemioterapia e trattamenti mirati hanno una prognosi sfavorevole e opzioni limitate. I tassi di risposta osservati in questo studio sono davvero senza precedenti e sono stati durevoli in un numero considerevole di pazienti.”

Ci sono degli effetti collaterali

I sintomi più comuni sono febbre, nausea, mal di testa, rash, aumento del battito cardiaco e difficoltà nella respirazione; in alcuni casi possono poi comparire complicazioni gravi, con ipossia, perdite di fluidi dai capillari e corrispondente calo della pressione, insufficienza e arresto cardiaci, insufficienza renale e insufficienze a carico di diversi organi.

Ma uno degli effetti collaterali più frequenti e più gravi che possono insorgere in seguito alla somministrazione di una terapia CAR-T è la cosiddetta sindrome da rilascio di citochine in cui si osserva un rapido e massiccio rilascio di molecole implicate nel processo di infiammazione, le citochine appunto, da parte dei linfociti T impiegati nella terapia.

Gli effetti collaterali delle cellule CAR T rendono difficile per alcuni pazienti che hanno altri problemi medici ricevere questi trattamenti”, afferma Reagan. “La ricerca sta procedendo, tuttavia, e stiamo cercando di sviluppare modi per erogare questi tipi di terapie in modo più sicuro e con una maggiore efficacia.”

Recentemente, gli studi sulle cellule CAR T sono stati ampliati per i pazienti con leucemia linfoblastica acuta (ALL), linfoma indolente e si sta pianificando uno studio per la leucemia linfatica cronica.


Fonti:

https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1914347

https://www.urmc.rochester.edu/news/story/5635/a-tale-of-two-doctors-and-one-groundbreaking-cancer-treatment.aspx

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