La storia di Erika tra fibromialgia e bullismo

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Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Questa è la storia di Erika, 26 anni, che da 4 anni vive in provincia di Bergamo. L’abbiamo intervistata per voi.

Erika, parlami della tua storia

Quando ero ragazza la mia dottoressa di base mi ha indirizzato da un fisiatra, che mi ha sottoposto ad una serie di esami. Dopo 2 anni e 4 mesi  un reumatologo mi ha confermato la diagnosi di fibromialgia.

Che sintomi avevi?

Facevo la saldatrice. Ad agosto avevo sempre dolori, soprattutto alla  gamba destra, alla schiena e alle braccia, tremori, confusione mentale, perdevo le parole, vertigini e sbandamenti, senso di svenimento, perdita di equilibrio, attacchi di panico nei posti troppo affollati che si manifestavano con senso di soffocamento, nervosismo incontrollabile.

Che reazione hai avuto al momento della diagnosi di fibromialgia?

Di liberazione. Finalmente mi sono sentita capita da qualcuno. Prima davano la colpa al peso, poi al cervello. Dicevano che mi inventavo la malattia. Mi sentivo dare della bugiarda, che non avevo voglia di fare le cose, che ero una scansafatiche. Ho subito tanti insulti: “Sei troppo grossa”, “Non fai niente tutto il giorno”; “Prendi in giro le persone, ti inventi di stare male” etc.

Da chi ti sei sentita capita?

Da mio marito. L’ho incontrato in ospedale, sai? Lui veniva a far visita a sua madre, in stanza con me quando ho subito l’intervento di riduzione dello stomaco Mi ha accettato per come sono, credeva e crede in quel che dico.

Cosa ti dà tranquillità?

Il silenzio, la solitudine, il mio cane, la mia casa. In casa mi sento bene, nonostante i sintomi della malattia. Mi affatico subito, anche se ho quel giorno in cui mi sento alla grande e smonto e rimonto la casa, per poi crollare a fine serata per la stanchezza.

Cosa vorresti dire alle donne che sono nella tua stessa condizione?

Di non mollare, anche se non vengono credute. Di andare direttamente da un reumatologo. Io è grazie a lui che ho dato finalmente un nome alla mia malattia, ponendo fine agli insulti della gente. Dico di reagire, di essere tutti i giorni un pelino più positive.

Erika hai un motto?

Amo Laura Pausini, amo cantare per cui… “VIVIMI SENZA PAURA…CHE SIA UNA VITA O CHE SIA UN’ORA….LASCIA L’APPARENZA E PRENDI IL SENSO, ASCOLTA QUELLO CHE HO QUI DENTRO”.

Cosa ti auguri per il 2021?

Una cura più adatta a me, riprendere a fare nuoto, magari idro-bike, riprendere a lavorare.

Caterina Lenti
Caterina Lenti
Giornalista