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In prima linea

Impatto del Covid-19 sull’assistenza alle donne con tumore al seno

Si riduce l’impatto del Covid-19 sulle strutture ospedaliere e si tirano le somme dell’urto che ha avuto la pandemia sull’assistenza alle diverse malattie come i tumori e in particolare il cancro del seno.  

L’analisi dei dati delle prime due ondate fotografa le difficoltà poste dall’emergenza sanitaria pandemica nell’ambito della gestione delle donne con carcinoma mammario. Dal 38% di visite specialistiche annullate nella prima ondata si è passati all’89% nella seconda. Dal 25% di esami diagnostici annullati nella prima si è passati all’88% nella seconda: prestazioni che sono state riprogrammate solo parzialmente (circa il 50% al seguito della seconda ondata). 

Va però osservato che, per quanto riguarda le operazioni chirurgiche, l’impatto della seconda ondata è stato più contenuto. Il 27% degli interventi sospesi nella prima ondata e il 30% di quelli annullati nella seconda, sono stati tutti comunque riprogrammati. L’erogazione delle cure come chemioterapia o radioterapia è stata ritardata solo lievemente (dal 2 al 3%).

Le criticità della pandemia sui percorsi di assistenza nel tumore al seno 

I dati riportati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa e sono contenuti in uno rapporto realizzato da ALTEMS (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, Roma) nell’ambito del progetto “Cancro Contro Covid – L’impatto del Covid sul tumore al seno”, promosso da Europa Donna Italia in collaborazione con Senonetwork Italia Onlus. 

Obiettivo dell’indagine, alla quale hanno partecipato 664 pazienti e 123 Coordinatori di Breast Unit (le unità ospedaliere multidisciplinari dedicate specificatamente alla gestione del cancro della mammella), era evidenziare l’evoluzione delle conseguenze della pandemia nell’assistenza alle pazienti con tumore al seno.

«L’emergenza pandemica ha fatto emergere alcune lacune del nostro sistema sanitario nazionale – afferma Americo Cicchetti, Direttore ALTEMS. Queste sono risultate ancora più evidenti nel trattamento di neoplasie molto diffuse tra la popolazione come il carcinoma mammario. La nostra indagine ha mostrato come una paziente su cinque, negli ultimi due anni, abbia avuto difficoltà ad accedere alle Brest Unit. Paura di possibili contagi, reparti di oncologia riconvertiti in strutture per assistere i malati di Covid, disorganizzazione e carenza di personale hanno costretto molte persone a non sottoporsi a visite ed esami». 

Il ruolo importante delle Associazioni di volontariato

L’indagine ha anche messo in risalto il ruolo delle Associazioni di volontariato. «Durante la pandemia, le Associazioni sono state un valido strumento di supporto per le pazienti – afferma Rosanna D’Antona Presidente di Europa Donna Italia. Sono state rese disponibili alcune attività da remoto (cioè con strumenti di comunicazione come smartphone, tablet o pc, ndr), al 68% delle pazienti intervistate, mentre il 25% delle donne ha comunque potuto ricevere un’assistenza da parte delle volontarie effettuata in presenza. 

L’emergenza sanitaria rappresentata dalla pandemia di Covid-19 può, in realtà, rappresentare un’occasione per valorizzare la rilevanza del ruolo del volontariato in ambito oncologico. In particolare, per le oltre 830.000 donne che vivono con un tumore al seno in Italia e che avranno sempre più bisogno di aiuto anche quando la pandemia sarà terminata.  Un aspetto al proposito da sottolineare – prosegue D’Antona – riguarda l’importanza di un’assistenza psicologica da parte di figure specialistiche come gli psico-oncologi, che andrebbe garantita all’interno delle Breast Unit nel percorso di cura delle pazienti». 

Un ulteriore aspetto dell’indagine è relativo al ricorso alla telemedicina, cioè a visite effettuate a distanza mediante gli strumenti di comunicazione di comune impiego, come gli smartphone. Oltre la metà dei coordinatori delle Breast Unit (53%) ha dichiarato di aver utilizzato strumenti digitali di comunicazione per garantire la continuità dell’assistenza alle pazienti durante la pandemia. 

Le considerazioni del ministero della Salute

«Questa indagine costituisce un prezioso contributo su un tema di grande rilevanza, cioè il recupero del complesso di prestazioni terapeutiche e diagnostiche perse a causa dell’emergenza Covid-19, che è un punto di assoluta priorità per il Ministero della Salute», commenta Donata Bellentani, Direttore Ufficio 2 presso la Direzione Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute. «La mancata erogazione di visite, screening, interventi non urgenti ha infatti ricadute significative sulla salute delle persone e siamo impegnati, attraverso un apposito Gruppo di lavoro, nella definizione di linee di indirizzo rivolte alle Regioni per mettere in atto efficaci strategie finalizzate al completo recupero delle prestazioni, riprogrammando adeguatamente e tempestivamente l’attività ospedaliera e ambulatoriale, alla luce del miglioramento delle condizioni organizzative legate all’attuale situazione pandemica”.  

In sostanza, oggi l’assistenza alle donne con tumore al seno ritorna alla normalità, una buona notizia dopo tante difficoltà. 

Giornalista professionista e medico, da oltre 30 anni impegnato nella divulgazione scientifica e nell'aggiornamento e formazione dei medici di medicina generale e specialisti

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