Il casco che protegge i capelli dai dannosi effetti collaterali della chemioterapia

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Il casco che protegge i capelli dai dannosi effetti collaterali della chemioterapia

Un dispositivo innovativo, da poco in uso presso l’Ospedale Umberto I di Lugo di Romagna, contrasta la perdita di capelli nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

Il casco in silicone è arrivato all’Ospedale Umberto I di Lugo di Romagna (Ravenna) nel gennaio dello scorso anno grazie a una donazione di 35mila Euro dell’Istituto Oncologico Romagnolo – IOR.

Da quando è stato installato sono state trattate 62 donne, 35 delle quali sono giunte al termine della chemioterapia senza aver bisogno di una parrucca, come dichiarato dal professor Claudio Dazzi, responsabile del Day hospital oncologico.

Conservare i capelli aiuta le pazienti a salvaguardare la loro immagine, a mantenere la loro privacy e ad affrontare meglio le cure. Soltanto cinque delle pazienti hanno dovuto rinunciare all’innovativo trattamento per l’alopecia da chemioterapia, a causa degli effetti collaterali come la sensazione di freddo e il mal di testa. Le percentuali sono del tutto in linea con quelle attese dall’ospedale prima dell’installazione del sistema utilizzabile da due pazienti contemporaneamente.

Chemioterapia e caduta dei capelli

Medicinali come gli alchilanti, i tossani e le antracicline (tra i più comuni chemioterapici) colpiscono le cellule che si replicano velocemente, come quelle “impazzite” del cancro, ma non fanno distinzioni con quelle sane dei capelli, che sono tra le più veloci del nostro organismo pertanto sono quelle maggiormente danneggiate. La terapia danneggia il follicolo alla radice e provoca la perdita dei capelli dopo circa 2 settimane dall’inizio del ciclo.

Paxman Scalp Cooler System

Si tratta di una semplice procedura svolta a cura del personale sanitario. Consiste nell’applicazione di un caschetto in silicone che riduce i danni della chemioterapia abbassando di alcuni gradi la temperatura del cuoio capelluto immediatamente prima, durante e dopo la somministrazione della chemioterapia.

Il raffreddamento causa una vasocostrizione che riduce il flusso di sangue nel cuoio capelluto dal 20 al 40%, di conseguenza il cuoio capelluto percepisce un minor quantitativo di farmaco con il risultato di minimizzare o prevenire la caduta dei capelli.

In parole semplici, il casco raffredda il cuoio capelluto a circa 4° centigradi, facendo restringere i vasi e impedendo che i farmaci chemioterapici raggiungano le cellule dei bulbi piliferi e determinino la caduta dei capelli.

I successi della procedura variano a seconda del paziente, del tipo di farmaco e del relativo dosaggio.

La società produttrice della macchina, l’Americana Paxman, ha iniziato a studiare la tecnica di raffreddamento della cute più di 25 anni or sono. Oggi esistono più di 2.000 apparecchi in tutto il mondo, in 32 Paesi, e sono state aiutate più di 100.000 persone a non perdere i capelli durante i trattamenti di chemioterapia.

Il primo ospedale in Italia a credere nelle potenzialità del dispositivo è stato quello di Carpi, dove è in sperimentazione dal 2013; da allora è stato acquistato da altri nosocomi italiani e continua a dimostrare la sua ampia efficacia continuando ad ottenere grandissimi risultati nei ospedali italiani che lo utilizzano.

Fonte:
https://scienze.fanpage.it/cancro-funziona-il-casco-che-salva-i-capelli-dalla-chemio-ottimi-risultati-nel-ravennate/p3/