L’importanza di usare il detergente giusto quando si è sotto cure oncologiche

L’importanza di usare il detergente giusto quando si è sotto cure oncologiche
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Vi è mai capitato di lavare i piatti senza guanti e subito dopo sentirvi le mani secche? E’ dovuto all’aggressività del detergente utilizzato. La maggior parte dei detergenti lavora sciogliendo il grasso e lo sporco che poi viene rimosso con l’acqua.

Si tratta di detergenti che lavorano per solubilizzazione grazie a sostanze in grado di legarsi contemporaneamente ai grassi e all’acqua.

Queste sostanze sono aggressive per la pelle perché tolgono anche quello strato lipidico che in natura serve a proteggere e tenere idratata la pelle.

Su pelli sane questo fenomeno può facilmente essere sopportato ma su pelli già indebolite dai trattamenti oncologici può diventare un problema anche grave.

La continua aggressione della cute da parte di detergenti e sostanze chimiche ad azione irritante può danneggiare non soltanto la componente lipidica del film di superficie ma anche quella intercellulare dello strato corneo, compromettendone le sue capacità di barriera.

Come agisce la detersione per solubilizzazione e per emulsione?

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I prodotti schiumogeni che detergono per contrasto agiscono come “solventi” e non sono adatti alla pelle in terapia perché indeboliscono costantemente le difese naturali della pelle. La pelle, al contrario, deve mantenere le sue naturali barriere e allo stesso tempo un alto livello d’igiene.

Una detersione per affinità è quindi importantissima per mantenere lo strato idrolipidico senza danneggiare l’epidermide.
Il detergente emulsiona lo sporco asportando solo le impurità in superficie, svolgendo contemporanemente una funzione protettiva e normalizzante sulla pelle.


Per saperne di più: Sai che in terapia oncologica devi cambiare il modo di lavarti?

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