Tumore al seno triplo negativo: un vecchio antibiotico è più efficace dei nuovi farmaci

Tumore al seno triplo negativo: un vecchio antibiotico è più efficace dei nuovi farmaci
Tempo di lettura: 2 minuti

Il triplo negativo è il più letale sottotipo di tumore al seno: quasi metà dei decessi per cancro al seno sono dovuti al triplo negativo, e ciò nonostante la sua incidenza sia solo del 15%. A differenza degli altri tipi di tumore al seno infatti il triplo negativo è resistente alla maggior parte delle terapie esistenti.

Da un farmaco dimenticato una nuova speranza

Recentemente un team di scienziati delle Università di Ginevra (UNIGE) e Losanna (UNIL) ha scoperto studiando le proprietà della clofazimina, un antibiotico ormai vecchio di 70 anni usato per combattere la lebbra, che questa sostanza potrebbe essere efficace nel bloccare la crescita del tumore al seno triplo negativo.

“L’idea è quella di identificare elementi molecolari specifici per le cellule tumorali, ma assenti da cellule sane Questi bersagli, chiamati oncogeni, sono necessari per trasformare cellule sane in cellule maligne, quindi è importante abbatterle senza danneggiare le cellule vicine “ spiega il direttore dello studio, Vladimir Katanaev, professore presso il Centro di ricerca traslazionale di Facoltà di Medicina in Oncoematologia (CRTOH) dell’UNIGE.

Nel caso del carcinoma mammario triplo negativo, così come in altri tumori come il fegato o il cancro del colon, uno dei principali bersagli ideali da colpire è la via di segnalazione chiamata Wnt.

La chimica che guida la crescita del tumore

Quando le cellule comunicano tra loro lo fanno attraverso segnali chimici o vie di segnalazione. La via di segnalazione Wnt è percorso essenziale durante l’embriogenesi perché permette lo sviluppo corretto delle cellule embrionali fino alla formazione del bambino. Negli adulti questa via di segnalazione si spegne e la sua riattivazione, che può avvenire a seguito di una mutazione o di una modifica epigenetica, fornisce un errato segnale di crescita che causa conseguentemente lo sviluppo del tumore.

Ecco perché se si riuscisse a bloccare la Wnt, si potrebbe anche fermare la crescita del tumore.

Come un vecchio antibiotico potrebbe essere più efficace dei nuovi farmaci

Dopo che nel 2014 il gruppo del professor Katanaev aveva dimostrato in vitro l’effetto inibitorio della clofazimina sulla via di segnalazione Wnt nel carcinoma mammario triplo negativo ora i dati sono stati confermati anche con studi su animali: “Con la clofazimina la crescita del tumore si è significativamente ridotta – spiega Vladimir Katanaev – inoltre non abbiamo rilevato effetti collaterali avversi, un aspetto essenziale del processo di sviluppo dei farmaci”.

Si è anche osservato che la clofazimina è ancora più efficace se somministrata in combinazione con doxorubicina, un farmaco chemioterapico convenzionale. Alexey Koval, ricercatore presso la Facoltà di Biologia e Medicina dell’UNIL e co-autore dello studio, analizza questi risultati: “La clofazimina agisce come inibitore della via di segnalazione Wnt: la cellula malata può non si divide più, ma non muore, la doxorubicina, d’altra parte, uccide le cellule che hanno smesso di crescere: una combinazione di grande efficacia! “

Farmaci più efficaci e meno costosi

Questi nuovi trattamenti hanno anche il vantaggio di essere notevolmente meno costosi degli attuali. La clofazimina per esempio è sul mercato da molto tempo ed è di fatto di dominio pubblico, libera da brevetti. “Questo farmaco molto economico è incluso nella lista dei farmaci essenziali dell’OMS e viene prodotto in tutto il mondo, anche in Svizzera – spiega Vladimir Katanaev – questo è un vantaggio, ovviamente, ma complica anche la raccolta di fondi necessaria per continuare il nostro lavoro: infatti, nessun brevetto può essere presentato”.

Fonti:

Cancro al seno: nuove promesse da vecchi farmaci

https://www.unige.ch/communication/communiques/en/2019/cancer-du-sein-de-vieilles-recettes-prometteuses/

www.oncovita.it

167 Condivisioni