Hacker dei tumori e riprogrammazione delle cellule tumorali ad Abano Terme

Hacker dei tumori e riprogrammazione delle cellule tumorali ad Abano Terme
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Il 9 aprile, all’Alexander Palace Hotel di Abano Terme, ci sarà anche Pier Mario Biava, che da oltre trent’anni lavora per scovare i “bug” biologici nei tumori.

Al convegno di Abano Terme “Cancro: quando può essere reversibile?” (QUI per info sull’evento) ci sarà anche Pier Mario Biava, definito l’hacker dei tumori, che da oltre trent’anni sta studiando le neoplasie non dal punto di vista genetico ma epigenetico.

L’hacker dei tumori

Invece di lavorare sulla mappatura del DNA dei tumori (genetica), Biava si è concentrato sui meccanismi di programmazione e regolazione dello stesso DNA (epigenetica), per cercare gli “errori di funzionamento” delle cellule cancerogene così da poterle riprogrammare.

Questo approccio alla ricerca, tipico di un hacker, ha permesso a Biava di osservare come la vita sia organizzata sulla base di programmi informativi che forniscono pacchetti di istruzioni precisi, inutilizzabili se frammentati.

Un “programma della vita completo”, come definito dallo stesso ricercatore, che regola tutti i geni di un organismo e che è stato scoperto con il suo staff, dopo aver estratto ed identificato i fattori che guidano la differenziazione delle cellule staminali, durante le prime fasi di sviluppo dell’embrione di Zebrafish (pesce più studiato al mondo, grazie al suo genoma compatibile con quello umano al 95%).

Con questi studi, Biava e colleghi hanno prima ipotizzato e poi dimostrato come i tumori possano essere patologie reversibili grazie all’attività di questi fattori che, nel microambiente embrionale, sono in grado di riprogrammare le cellule tumorali riconducendole ad un comportamento normale.

Ci si avvicina, quindi, alla comprensione di come funzionano i sistemi di regolazione delle cellule e bloccare le neoplasie: o riprogrammandole o inducendole al suicidio (apoptosi).

Biava ha pubblicato il primo articolo in merito nel 1988 su Cancer Letter, da quel momento ha avviato collaborazioni con diverse Università come La Sapienza di Roma, l’Università di Pisa e l’Università di Bologna, lavorando anche con atenei stranieri (Biava ha pubblicato articoli con il Prof. Janis Klavins della Cornell University di New York, con il Prof. Richard Ablijn, scopritore del PSA, il primo marker descritto nel tumore della prostata e con Stewart Sell che ha studiato in modo approfondito la biologia delle staminali del fegato).