E’ possibile riprogrammare le cellule tumorali: la nuova frontiera della Tumor Reversion

E’ possibile riprogrammare le cellule tumorali: la nuova frontiera della Tumor Reversion
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Riprogrammare le cellule  malate trasformandole in cellule sane. Senza più “avvelenare” l’organismo con sostanze citotossiche che uccidono le cellule tumorali. In sintesi è questo l’obiettivo della tumor reversion: trovare nuove strategie di cura dei tumori che non puntino ad uccidere le cellule malate ma cerchino di trasformarle in cellule sane.

Questo concetto è alla base del filone di ricerche internazionali della Tumor Reversion. Anche in  Italia sono sempre di più i team di ricerca che analizzano e sperimentano la possibilità di non “avvelenare” più le cellule tumorali ma di stimolare le cellule malate a tornare normali.

A questo proposito il prof. Mariano Bizzarri, direttore del System Biology Lab del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università La Sapienza di Roma ci aiuta a capire meglio il concetto di Tumor Reversion ovvero la “reversione del fenotipo del comportamento tumorale. Un processo attraverso il quale la cellula tumorale viene riprogrammata a livello epigenetico sotto l’influenza di diversi fattori che possono essere farmacologici o nutrizionali in modo tale che la cellula non si comporti più come una cellula maligna ma riacquisti le funzionalità e le caratteristiche di una cellula normale”.

( L’epigenetica è la branca della scienza che studia i meccanismi con cui i vari geni possono essere regolati, attivandoli o disattivandoli).

Quali sono i vantaggi di questa nuova strategia terapeutica?

Bizzarri ha voluto sottolineare quali siano i principali vantaggi di questo nuovo approccio terapeutico da integrare ai trattamenti oncologici. “Il primo è che intende superare l’ostacolo ormai frapposto alle nuove terapie farmacologiche. Ostacolo tale che la cellula sviluppa una serie di meccanismi di resistenza per cui queste terapie risultano a volte inefficaci.

Il secondo aspetto è che questa strategia non comporta rischi ed effetti collaterali per il paziente”.

Una nuova strategia che quindi  intende recuperare e riabilitare riprogrammando le cellule tumorali senza provocare danni al paziente ha concluso Bizzarri.

 Per vedere l’intervista 

Anche il prof.Silvio Garattini, Presidente Istituto Mario Negri IRCCS si è espresso positivamente su questo nuovo filone di ricerca. Che le cellule malate possano essere indotte ad una reversione verso un fenotipo sano lo si è scoperto da molti anni con un certo tipo di leucemia che si riesce a far revertere grazie alla somministrazione di acido retinoico. Ora per Garattini la sfida è quella di comprendere i meccanismi della reversione ed integrare le attuali strategie di cura con le future tecniche di riprogrammazione. Garattini pone giustamente la naturale cautela onde evitare illusioni da parte dei pazienti.   https://www.youtube.com/watch?v=HiaPinZ4S5M

Per approfondire 

https://www.oncovita.it/ricerca-riprogrammazione-cellule-tumorali-epigenetica.html

www.oncolife.it

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