Dopo una trombosi alla gamba il rischio di cancro triplica

Dopo una trombosi alla gamba il rischio di cancro triplica
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I pazienti dopo una trombosi arteriosa alla gamba corrono un rischio tre volte maggiore rispetto agli altri, durante i primi sei mesi dall’evento, di sviluppare un cancro.

Lo sostiene uno studio effettuato dal dottor Jens Sundbøll del Dipartimento di Epidemiologia Clinica e Medicina Clinica presso l’Università di Aarhus e pubblicato sulla rivista Circulation.

Jens Sundbøll afferma che dopo una trombosi arteriosa si manifestano soprattutto le forme di cancro correlate al fumo aumentano infatti il rischio di cancro del polmone e del pancreas. Tuttavia,aumentano anche altri tipi di cancro come quello del colon e la leucemia.

La buona notizia

Il rischio di cancro diminuisce nel tempo. Dopo i primi sei mesi con un rischio aumentato di 3 volte rispetto a un gruppo di controllo senza coaguli di sangue si passa ad un aumento del 40%. Trascorso il primo anno si passa al 15%.

Jens Sundbøll continua dicendo che le trombosi arteriose sono piuttosto rare infatti si parla di

1,5 casi ogni 10.000 persone all’anno, rispetto a 5-10 casi ogni 10.000 all’anno per trombosi venosa profonda.

I sintomi

Mentre un ordinario coagulo di sangue venoso fa gonfiare la gamba che diventa calda e rossa, le caratteristiche del coagulo arterioso sono quasi l’opposto: la gamba diventa pallida e fredda.

Come dice Jens Sundbøll, i sintomi di un coagulo di sangue arterioso sono quelli in cui si devono ricordare cinque aspetti:

  • Pallore
  • mancanza di polso,
  • dolore,
  • paresi,
  • paralisi
  • parestesia.

Se la trombosi arteriosa non viene trattata correttamente entro un breve periodo di tempo, il paziente solitamente perde la gamba.

Jens Sundbøll sottolinea che durante il ricovero per una trombosi profonda alla gamba i medici dovrebbero effettuare uno screening per il cancro. Lo studio “Rischio e prognosi del cancro dopo trombosi arteriosa degli arti inferiori” si basa sui 6.600 danesi a cui è stato diagnosticato un coagulo di sangue arterioso alla gamba durante il periodo 1994-2013. A 772 di loro è stato diagnosticato con cancro durante il ventennio successivo.

Lo studio

Lo studio è stato condotto confrontando il numero di casi di cancro in pazienti con coaguli di sangue arterioso nella gamba con il numero di casi di cancro nella popolazione generale per un totale di 6600 persone.

Jens Sundbøll afferma che in un contesto di ricerca, il fatto che i pazienti oncologici presentino un rischio significativamente maggiore di trombosi è ben consolidato e ci si può pertanto chiedere se sia il cancro attivo, ma non ancora diagnosticato, che causa il coagulo di sangue arterioso alla gamba, o se il coagulo di sangue faciliti la formazione di un tumore latente.

La risposta è che non lo si sa ancora.

Conclude Jens Sundbøll dicendo che i valori delle piastrine del sangue e dei fattori di coagulazione nei pazienti oncologici cambiano e che il loro sangue ha una maggiore tendenza a formare coaguli quindi è probabile che un tumore non rilevato si manifesti attraverso una trombosi arteriosa degli arti inferiori.

Fonti:

http://circ.ahajournals.org/content/early/2018/03/12/CIRCULATIONAHA.117.032617

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