Cancro alla prostata: come distinguere quello fatale da quello “gestibile”

Cancro alla prostata: come distinguere quello fatale da quello “gestibile”
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Gli scienziati dell’Università di York hanno trovato un modo per distinguere il cancro alla prostata fatale da quello gestibile.

Questo potrebbe ridurre interventi chirurgici e radioterapia qualora non siano necessari.

Il contesto

Un recente studio ha dimostrato che per ogni singola vita salvata oltre 25 uomini vengono inutilmente trattati con la chirurgia o con la radioterapia. Si ritiene che i tassi di successo possano essere ostacolati a causa del trattamento simile di tutti i tumori della prostata.

Individuare tumori alla prostata potenzialmente letali, lo studio

Tuttavia, un team dell’Università di York e della British Columbia, in Canada, ha progettato un test in grado di individuare tumori della prostata potenzialmente letali, con una precisione fino al 92%.

Le considerazioni

Il professor Norman Maitland, del Dipartimento di Biologia dell’Università di York, ha dichiarato: “Il trattamento non necessario della prostata ha sia conseguenze fisiche per i pazienti e le loro famiglie, ma è anche un notevole onere finanziario. I tumori alla prostata, tuttavia, possono essere ‘monitorati attivamente’. E questo non solo risulta essere più economico, ma ha molti meno effetti collaterali nei pazienti con cancro non in pericolo di vita.”

Lo studio

Per trovare i diversi livelli di cancro, gli scienziati hanno identificato i geni che sono stati modificati nei diversi tipi di cancro. Il team ha analizzato più di 500 campioni di tessuto canceroso e li ha confrontati con tessuti non tumorali per cercare pattern di un gruppo chimico che è stato aggiunto a una parte della molecola del DNA, alterando l’espressione genica.

Il professor Maitland ha dichiarato: “In alcune malattie, come il cancro, i geni possono essere trasformati causando gravi problemi di salute e minacce alla vita. La sfida nel cancro alla prostata non è solo osservare tutti questi modelli all’interno di una cellula, ma anche affinare l’attività del gene che suggerisce quale cancro sia pericoloso e quale gestibile”.

Per far ciò il team ha eliminato il “rumore” dei modelli genetici che rendono gli individui unici, attraverso un algoritmo informatico, che ha lasciato al team 17 possibili marcatori genetici per il cancro alla prostata.

Le conclusioni

Il dott. Davide Pellacani, che ha iniziato questi studi a York, prima di trasferirsi all’Università della British Columbia, ha dichiarato: Utilizzando questa analisi computerizzata non solo possiamo vedere quali campioni di tessuto hanno il cancro e quali no, ma anche quali tumori sono pericolosi e quali meno. Su quasi un milione di indicatori studiati, siamo stati in grado di utilizzare i nostri nuovi strumenti per individuare le differenze nella potenza del cancro.”

Nel futuro

Per estrarre questo metodo dal laboratorio, il team sta ora studiando un ulteriore trial con nuovi campioni di cancro e spera di coinvolgere un partner commerciale per consentire che venga utilizzato per i pazienti.

Fonte:
https://www.nature.com/articles/s41416-018-0236-1

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