Tumore al polmone, l’associazione di farmaci che raddoppia la sopravvivenza

Tumore al polmone, l’associazione di farmaci che raddoppia la sopravvivenza
Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi si parla sempre meno di tumore al polmone, tumore al fegato, etc.. si tende invece ad identificare la specifica sottocategoria di quel tumore per poter intervenire in modo mirato.

I nuovi metodi di diagnosi genetica permettono così di avere una sorta di “carta d’identità” dei tumori e di individuare quegli specifici farmaci più efficaci per quel sottotipo di cancro.

Raddoppiata la sopravvivenza nel trattamento del tumore al polmone è il tumore al polmone non a piccole cellule non squamose

Un sottotipo di tumore al polmone è il tumore al polmone non a piccole cellule non squamose (NSNSCLC) che non presentano modifiche genetiche ad EGFR o ALK. Generalmente il trattamento chemioterapico di questo tumore consiste nell’utilizzo di di platino e pemetrexed.

Un nuovo studio che ha coinvolto oltre 600 è stato realizzato presso il Perlmutter Cancer Center presso la NYU Langone Health ed i risultati hanno evidenziato come sia possibile raddoppiare la sopravvivenza dei pazienti associando un farmaco immunoterapico, Pembrolizumab, alla chemioterapia standard.

“I dati mostrano che il trattamento con pembrolizumab e chemioterapia insieme è più efficace della sola chemioterapia – spiega Leena Gandhi, coordinatrice dello studio – l’uso di questa terapia combinata per trattare pazienti con una malattia così aggressiva potrebbe essere un importante passo avanti nel mantenere i pazienti vivi e sani più a lungo”.

Sostenere il paziente integrando le cure

Questo approccio integrato, che prevede di associare più farmaci per aumentare i risultati, si sta diffondendo anche per prevenire o gestire gli effetti collaterali. Recentemente avevamo pubblicato anche noi un articolo nel quale davamo notizia di tutta una serie di studi effettuati sull’integratore Synchro Levels, che è stato studiato proprio per sostenere il paziente durante e dopo le cure oncologiche.

Non vanno infatti sottovalutati gli effetti collaterali, spesso a causa dei gravi disturbi i medici sono costretti a fermare le cure, altre volte sono proprio questi disturbi a debilitare il paziente facendone peggiorare lo stato di salute generale. In aggiunta va sottolineata l’importanza della qualità della vita: un paziente che vive realativamente bene il percorso di cure avrà molte più possibilità di rispondere positivamente alle terapie e veder regredire la propria malattia.

Fonti:

https://nyulangone.org/press-releases/combination-of-pembrolizumab-and-chemotherapy-doubles-survival-in-patients-with-metastatic-lung-cancer

http://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa1801005

262 Condivisioni