Ridurre i costi di un innovativo farmaco contro il tumore copiando i sistemi di produzione del caffè

Ridurre i costi di un innovativo farmaco contro il tumore copiando i sistemi di produzione del caffè
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Ideata una nuova tecnica di purificazione di un farmaco antitumorale che lo rende molto più economico. Prendendo spunto dal filtro per il caffè.

Rendere i farmaci meno cari non richiede sempre investimenti costosi. E’ il caso concreto di una brillante iniziativa congiunta tra i ricercatori della Eindhoven University of Technology (TU / e), quelli della società olandese Syncom BV e quelli dell’ospedale Antoni van Leeuwenhoek.

Quello che era iniziato come un progetto di tesi ha poi gettato le basi per l’ideazione di un sistema di produzione molto più economico di un promettente  farmaco antitumorale per il trattamento di tumore al seno, il Z-endoxifen.

Il tamoxifene è conosciuto in tutto il mondo come un farmaco chemioterapico di successo per il trattamento del cancro al seno, ma non è sempre efficace. Prima che possa esercitare il suo effetto curativo, il corpo della paziente deve convertirlo nel componente attivo Z-endoxifene. Sfortunatamente, la conversione dipende dai geni della paziente, che pertanto possono portare a una risposta terapeutica variabile nelle diverse pazienti.

 

Un nuovo tipo di farmaco contro il tumore al seno

Una buona strategia di cura è quindi quella di non somministrare Tamoxifen ma direttamente Z-endossifen, in questo modo viene aggirata la variabilità genetica delle pazienti e il medicinale diventa  più efficace e meno tossico a causa del dosaggio più basso.

Tutto filava dal punto di vista medico-scientifico ma l’introduzione sul mercato di Z-endoxifen era ostacolata da un problema di natura diversa: la tecnica di produzione del farmaco era molto complessa e permetteva di produrre solo piccole quantità della molecola. Per questa ragione il prezzo finale risultava di circa diecimila euro al grammo.

 

Come produrre un farmaco imitando le tecniche di produzione del caffè

Il gruppo di ricerca olandese è riuscito però a superare gli ostacoli produttivi e ad evitare una complessa procedura di purificazione mediante HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione) riducendo così di 1000 volte i costi di produzione. Tutto ispirandosi al processo di produzione del caffè

Uno dei primi vantaggi è per i ricercatori stessi che possono approfondire gli studi clinici approvigionandosi di questa sostanza a costi notevolmente più bassi.

Ora affinché il farmaco così prodotto possa essere messo a disposizione dei pazienti sarà necessario industrializzare questa nuova tecnica di produzione. I ricercatori stimano che nell’arco di un anno saranno in grado di raggiungere tale obiettivo, seguiranno poi alcuni anni di ricerca clinica per raccogliere tutte le informazioni su questo nuovo farmaco.

 

Fonte:
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960894X18301835?via%3Dihub

 

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