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Novità dalla ricerca

Quando abbassare la pressione potrebbe far alzare il rischio di tumore al polmone

L’uso delle statine per uccidere le cellule tumorali

Uno nuovo studio recentemente pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) afferma che l’utilizzo di ACE-inibitori, una particolare classe di farmaci prescritti per ridurre la pressione del sangue, potrebbe aumentare il rischio di cancro ai polmoni.

Gli ACE-inibitori sono la classe di farmaci per il controllo della pressione più diffusa al mondo, sono molto efficaci e i medici li considerano relativamente sicuri quando le persone li prendono per brevi periodi di tempo.

Studi precedenti avevano già indicato una possibilità che gli ACE inibitori potessero aumentare il rischio di cancro delle persone, ma i risultati non sono mai stati chiari nè definitivi. Soprattutto perché questi studi coinvolgevano troppi pochi pazienti che venivano seguiti per un breve lasso di tempo.

Recentemente, gli scienziati della McGill University in Canada hanno deciso di approfondire in maniera accurata se gli ACE inibitori aumentassero realmente il rischio di sviluppare cancro al polmone, ed i risultati pubblicati sono stati abbastanza chiari: gli ACE inibitori favoriscono l’accumulo nei polmoni di due particolari sostanze, la bradichinina e la sostanza P.

La bradichinina è un peptide che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni, riducendo la pressione sanguigna; la sostanza P, che è anche lei un peptide, agisce da neurotrasmettitore.

Gli scienziati hanno riscontrato correlazioni tra l’accumulo di queste due sostanze e lo sviluppo di tumore al polmone, nello specifico si pensa che la bradichinina stimoli direttamente la crescita del cancro del polmone, mentre la sostanza P si è dimostrato essere molto presente nei tessuti di tumore al polmone, probabilmente con un ruolo di promozione della proliferazione tumorale.

 

Farmaci per la pressione sanguigna e cancro ai polmoni

Questa volta la ricerca è stata molto approfondita, il gruppo di lavoro, guidato dal Prof. Laurent Azoulay, ha analizzato le cartelle cliniche di quasi 1 milione di persone del Regno Unito. Tutti i pazienti avevano iniziato a prendere farmaci per ridurre la pressione arteriosa nel periodo 1995-2015.

I partecipanti avevano tutti più di 18 anni e non avevano precedenti casi di tumore. Tutti questi pazienti sono stati monitorati per una media di 6,4 anni ed in questo periodo i medici hanno fatto quasi 8.000 diagnosi di cancro al polmone.

Gli scienziati hanno quindi confrontato i rischi di sviluppare il cancro del polmone in individui che avevano iniziato a prendere gli ACE inibitori con coloro che stavano assumendo un’altra tipologia di farmaci per il controllo della pressione del sangue, ossia  gli inibitori del recettore dell’angiotensina (ARB).

Per ridurre il disordine statistico, sono stati presi in considerazione altri fattori che avrebbero potuto influenzare le cause cancro del polmone, come il fumo, l’età, l’indice di massa corporea (BMI), i disturbi da uso di alcol e una storia di altre malattie polmonari.

Dopo tutte queste analisi i ricercatori canadesi hanno concluso che l’assunzione di ACE inibitori era associata ad un aumento del 14% del rischio di cancro del polmone, rispetto all’assunzione di ARB.

Il rapporto era evidentemente collegato con il tempo di assunzione del farmaco, nei pazienti che lo prendevano da più di 10 anni il rischio di sviluppare tumore al polmone saliva al 31%.  

 

Tenere sempre a mente il rapporto rischi-benefici e non abbandonare farmaci efficaci

Lo studio è stato commentato anche dal prof. Deirdre Cronin Fenton, del Dipartimento di Epidemiologia clinica dell’Università di Aarhus, in Danimarca, che sottolinea come “questi  risultati siano importanti dato l’uso considerevole degli ACE in tutto il mondo”.

I ricercatori insistono nel dire che è necessario che altri gruppi di ricerca continuino questi studi per confermare o correggere le attuali conclusioni, spiegando che questi risultati “dovrebbero essere replicati in altri contesti, in particolare tra i pazienti esposti per periodi ancora più lunghi”.

Studi di questo tipo possono avere un impatto molto importante sulla popolazione, tuttavia bisogna ricordare che i farmaci anti-ipertensivi sono molto importanti per prevenire ictus, infarti ed in generale problematiche del sistema cardio-circolatorio.  Un corretto controllo della pressione contribuisce a salvare molte vite. Parallelamente un corretto screening preventivo ai polmoni potrebbe prevenire altre patologie come quelle oncologiche. Causa ed effetto non possono essere facilmente messi in discussione, e altri fattori potrebbero essere al lavoro.

Se quindi è vero che gli ACE – inibitori potrebbero aumentare il rischio di tumore al polmone è ancora più vero che questi farmaci hanno già contribuito a prevenire numerose morti per complicazioni cardio-circolatorie.

 

FONTI:
https://www.bmj.com/content/363/bmj.k4209
https://www.bmj.com/content/363/bmj.k4337

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