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In prima lineaNovità dalla ricerca

I nuovi protocolli epigenetici dell’Equipe BiavaVITA365 per l’integrazione delle cure oncologiche e delle malattie cronico-degenerative.

Riprogrammare le cellule malate per farle tornare sane.

E’ questo il nuovo approccio alla cura dei tumori e delle malattie degenerative, che sta emergendo dalla ricerca. Gli italiani sono in prima fila nello sviluppo di questo nuovo approccio.

Da studi comparati tra il comportamento delle cellule staminali embrionali e quello delle cellule tumorali si è scoperto che entrambe rispondono agli stessi principi epigenetici di regolazione biologica, principi che sempre più ricercatori stanno riuscendo a trasferire con successo nei pazienti.

Tra i primi in Italia a lavorare su queste ricerche è stato il dott. Pier Mario Biava che già 30 anni fa studiava i naturali meccanismi di protezione verso i tumori presenti nelle cellule staminali embrionali.

Biava infatti, studiando i processi tumorali nel pesce zebrafish, l’organismo oggi più usato nel mondo per le ricerche, si accorse che mentre i tumori impiantati nel pesce adulto crescevano e proliferavano come ci si attendeva, se gli stessi venivano impiantati sulle uova e negli embrioni non riuscivano a svilupparsi.

Il cuore della ricerca di Biava era dunque quello di capire quali fossero le sostanze all’interno delle uova embrionate di Zebrafish in grado di contrastare con successo i tumori.

I risultati non tardarono ad arrivare e Biava pubblicò una serie di articoli molto importanti nei quali viene messo in luce il potenziale antitumorale dei cosiddetti fattori di differenziazione embrionale, si tratta sostanze proteiche a basso peso molecolare che in natura servono per guidare lo sviluppo e la differenziazione delle cellule embrionali.

I processi di sviluppo embrionale

Ogni organismo si sviluppa a partire da una cellula uovo fecondata. Questa unica cellula primordiale contiene nel suo DNA tutte le informazioni necessarie alla costruzione di un organismo adulto. In molti hanno paragonato il DNA ad una biblioteca con tutto il sapere di come si svilupperà e si comporterà il nascituro.

Questa cellula primordiale viene definita totipotente in quanto è in grado di dare origine ai 252 tipi diversi di cellule di cui sarà composto l’organismo adulto. Dopo la fecondazione questa cellula comincia a dividersi in 2 poi in 4 poi in 8 cellule e così via; inizialmente le cellule sono tutte uguali alla cellula madre fino a quando non si arriva ad un numero di cellule sufficienti per iniziare la differenziazione dei vari tessuti. Questo processo viene mediato proprio dai fattori di differenziazione embrionale, gli stessi studiati da Biava per le loro proprietà di protezione dai tumori.

L’azione principale di questi fattori è sui geni: meccanismi epigenetici che permettono di attivare o spegnere i vari geni. Quello che distingue una cellula del cuore da una del polmone infatti non è il DNA, uguale per tutte, ma la tipologia di geni attivi e spenti. Questo programma di accensione e spegnimento è quello che garantisce la salute dell’organismo e che quando si danneggia conduce a malattie degenerative come i tumori o l’Alzheimer.

Qui sta l’unicità del lavoro di Biava e della sua Equipe, L’Equipe BiavaVITA365 nel riuscire a governare questi meccanismi per portare benefici ai pazienti, sia nel trattamento dei tumori che in quello delle malattie neurodegenerative.

Nuove opportunità nella cura dei tumori

Queste ricerche permettono di affiancare l’oncologia tradizionale nel trattamento dei tumori. Gli approcci classici infatti puntano ad eliminare le cellule tumorali, con la chirurgia, coi chemioterapici, con la radiologia e con ogni altro mezzo. E’ però difficile trovare il presidio o il chemioterapico così selettivo che elimina solo le cellule tumorali rispettando le altre. Inoltre numerosi problemi di tollerabilità impediscono, obbligano spesso gli oncologi a sospendere i cicli chemioterapici.

Anche a livello chirurgico ci possono essere delle criticità, la principale è legata al fatto che quando si interviene può essere difficile individuare ed asportare tutte le cellule tumorali presenti cosicché quelle residuali possono riattivarsi ed il paziente va incontro a recidive.

L’approccio dell’Equipe BiavaVITA365

Il dott. Biava molti anni fa ha iniziato una serie importante di studi: nei suoi approcci innovativi l’obiettivo è sempre stato quello di correggere i processi biologici alterati delle cellule tumorali, come ad esempio quelli metabolici per spingerle verso la normalità o la morte cellulare programmata, ovvero in termini tecnici apoptosi. Gli studi sono cominciati su colture di cellule tumorali per poi passare a veri e propri protocolli clinici ed in entrambi i casi i risultati sono stati positivi. Su siti biava.me, www.oncovita.it sono raccolte le principali pubblicazioni in merito.

Uno studio interessante realizzato assieme al dott. Livraghi all’inizio del 2001 e terminato nell’aprile 2004 ad esempio ha preso in esame 179 malati terminali di tumore al fegato. Persone che avevano solo pochi mesi di vita e nessuna ulteriore cura a disposizione hanno dimostrato una sopravvivenza molto aumentata: infatti in circa il 70% dei pazienti si è avuta una sopravvivenza superiore a 70 mesi e vi sono stati il 20% di regressioni del tumore ed il 19% di non progressione di malattia. Risultati come questi e molti altri descritti in numerosi lavori scientifici hanno attratto l’attenzione ed avuto l’ammirazione di tutta l’Equipe Vita365 che ha quindi deciso di collaborare con Pier Mario Biava. Questi lavori stanno a dimostrare che gli approcci epigenetici alla cura dei tumori sono molto efficaci e disponibili per i pazienti.

I centri VITA365 e l’Equipe BiavaVITA365 sono nati proprio per mettere a disposizione dei pazienti l’esperienza della ricerca e protocolli validi e non invasivi ad integrazione delle cure classiche nel caso di tumori e di malattie croniche degenerative, come l’Alzheimer, la Sclerosi Multipla, Parkinson, le malattie cardio-vascolari e per la rigenerazione dei tessuti senza necessità di trapianto di cellule staminali: in quest’ultimo caso risultati importanti si sono avuti nei trattamenti delle sordità neuro-sensoriali, nelle retinopatie degenerative ed essudative, patologie ritenute irreversibili, di cui parleremo diffusamente nelle prossime comunicazioni.

Fonti: biava.me, www.oncovita.it (su questi siti sono raccolte le pubblicazioni principali su queste ricerche)

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