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Cancro alla prostata: dall’Australia nuova tecnica minimamente invasiva

Cancro alla prostata: dall’Australia nuova tecnica minimamente invasiva

Melbourne alcuni chirurghi, il professor David Dangerfield, professore del Dipartimento di Chirurgia presso l’Università di Melbourne e l’urologo del Monash Medical Center, David Dangerfield, hanno modificato una tecnica operatoria rendendola minimamente invasiva per aiutare gli uomini a ritrovare la funzione erettile persa dopo una prostatectomia radicale.

In questo modo si può ripristinare la capacità di avere rapporti sessuali soddisfacenti e migliorare quindi la qualità di vita sessuale negli uomini con disfunzione erettile.

Lo studio

Questo nuovo intervento ha avuto un tasso di successo del 71% e due pazienti hanno raggiunto la loro prima erezione dopo 12 anni.

Lo studio è stato pubblicato su European Urology ed è stato effettuato su 12 pazienti la cui età media era di 64 anni.

Tutti i pazienti hanno ben tollerato la procedura e la loro degenza in ospedale è stata solo di 1 giorno. La funzione erettile è stata ripristinata in tre uomini entro sei mesi e in altri nove entro 12 mesi.

Non ci sono stati effetti collaterali oltre a due lievi infezioni della ferita e tre pazienti con debolezza temporanea del quadricipite che è durata una settimana.

Statisticamente il 70 % degli uomini che subiscono una prostatectomia radicale hanno una disfunzione erettile. 

Infatti durante questo intervento spesso vengono danneggiati i nervi del pene del tessuto spugnoso che sono responsabili dell’inizio dell’erezione.

I trattamenti finora utilizzati per ovviare a questo problema prevedono solitamente o iniezioni o l’innesto di una protesi.

Con questa nuova tecnica, invece, per ripristinare la funzione erettile si utilizza un nervo che viene rimosso dalla gamba.

L’innesto del nervo fu descritto per la prima volta in una rivista medica nel 1903, ma la prima traccia dell’utilizzo di questa tecnica si ha nel 1992, quando venne utilizzata dal chirurgo brasiliano Fausto Viterbo.

Nel 2017, i chirurghi di Melbourne hanno semplificato e potenzialmente migliorato la sua tecnica.

La nuova tecnica

La nuova operazione chiamata “end-to-side” consiste nel rimuovere il nervo surale, che è un nervo sensoriale del polpaccio e innestarne un’estremità  al nervo femorale e l’altra al corpo cavernoso del pene.

Il nervo surale funge quindi da condotto, simile ad una prolunga, per fornire fibre nervose rigeneranti dal nervo femorale al corpo cavernoso. 

Dopo circa 12 mesi, le nuove terminazioni nervose nel corpo cavernoso rilasciano il  neurotrasmettitore (acetilcolina) che aiuta ad avviare un’erezione.

Fonti:

https://about.unimelb.edu.au/newsroom/news/2019/april/improved-procedure-for-cancer-related-erectile-dysfunction

https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0302283819302659

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