Tumore e vacanza: è possibile, basta parlarne con l’oncologo

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Tumore e vacanza: è possibile, basta parlarne con l’oncologo

Gli italiani che hanno una diagnosi di cancro sono più di 3 milioni e tanti si chiedono se possono partire per una vacanza o se sia meglio stare a casa . Gli esperti consigliano di parlarne con il proprio medico.

Vediamo alcuni consigli del presidente della “Fondazione Insieme Contro il Cancro” e direttore dell’Oncologia Medica all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti ,spiegati sul Corriere alla Dott.ssa Vera Martinella. 

In vacanza con un tumore: possibile ma prima parlane con l’oncologo 

Francesco Cognetti spiega le due premesse principali per partire:

  • bisogna essere in buone condizioni fisiche,
  • le ferie devono essere compatibili con le terapie in corso.

Spiega inoltre che il più delle volte, una volta che se ne parla con il proprio oncologo, i benefici tratti dall’andare in ferie qualche giorno sono tanti sia fisicamente sia psicologicamente.

Riposo e attività fisica: i benefici delle vacanze durante la chemioterapia

Parlare con l’oncologo, continua Cognetti, aiuta anche a ricevere suggerimenti pratici ed eventuali regole da rispettare. In linea di massima le vacanze si dovrebbero sfruttare per riposarsi e per svolgere regolare attività fisica, che abbiamo più volte visto aiutare contro gli effetti collaterali della chemioterapia. (Per approfondire leggi qui » Durante la chemioterapia: l’importanza di una corretta attività fisica).

I documenti sono fondamentali in caso di imprevisti

È fondamentale portare tutti i documenti relativi alla malattia (come cartelle cliniche o relazione degli oncologi curanti) necessari per eventuali imprevisti e farsi dare un numero ospedaliero da contattare in caso di emergenze.

Se si sceglie una meta Europea l’assistenza ospedaliera è coperta dai Servizi Sanitari, diverso invece nel caso sia extra-Europea: in questo caso bisogna munirsi di un’assicurazione temporanea.

Chemioterapia e radioterapia: la differenza

Cognetti spiega inoltre che le sedute di chemioterapia possono essere spostate di una settimana, 10 giorni al massimo a seconda della situazione del paziente. Questo non si può dire invece della radioterapia: una volta iniziato questo tipo di trattamento non si deve interrompere se non si vuole perderne l’efficacia.

Parlare con i familiari

Decidere di partire deve essere una scelta ponderata e discussa non solo con i propri medici ma anche a casa. Bisogna infatti affrontare eventuali preoccupazioni di chi è malato, capire se si preferisce restare in città o andare via, o ancora, capire  se andare con amici e familiari o dove non si conosce nessuno.

Fonte:
https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/cards/vacanza-se-si-ha-tumore-si-puo-fare/regola-numero-uno-parlatene-l-oncologo_principale.shtml