Dopo il trattamento del tumore al seno: verdure crucifere e soia

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Dopo il trattamento del tumore al seno: verdure crucifere e soia

Consumare verdure crucifere e cibi contenenti la soia potrebbe aiutare a ridurre i sintomi della menopausa sperimentati da alcune sopravvissute al cancro al seno che assumono un trattamento ormonale.

Questo è chè che è emerso dallo studio  del Georgetown University Medical Center, pubblicato su Breast Cancer Research and Treatment.

Il tumore al seno: la terapia

La terapia del cancro al seno è spesso seguita da farmaci che bloccano l’estrogeno, ormone femminile che può alimentare la crescita del tumore. Tuttavia tale trattamento oncologico ha effetti collaterali che possono durare mesi o addirittura anni. L’inibizione degli estrogeni può innescare i sintomi disabilitanti della menopausa, tra cui vampate di calore e sudorazioni notturne.

Come contrastare questi effetti?

Le verdure crucifere (come cavoli, broccoli e cavoletti di Bruxelles), e gli alimenti contenenti soia come il tofu, l’edamame e il latte di soia, possono imitare gli effetti degli estrogeni contrastando gli effetti collaterali del tumore al seno.

Tale effetto avviene grazie al loro contenuto di sostanze fitochimiche, cioè composti vegetali biologicamente attivi, inclusi gli isoflavoni in soia che si legano ai recettori degli estrogeni e gli glucosinolati nel gruppo dei cavoli che alterano il metabolismo degli estrogeni.

Lo studio

I ricercatori, guidati dalla oncologa Judy Huei yu Wang presso il Lombardi Comprehensive Cancer Center negli Stati Uniti, volevano comprendere se le verdure crucifere e la soia proteggevano dai sintomi della menopausa, dall’affaticamento, dalla perdita di memoria e dai problemi articolari spesso osservati con il trattamento ormonale.

La ricerca ha intervistato 365 sopravvissute al cancro al seno.

I risultati

È stato trovato che coloro che mangiavano più verdure crucifere e maggiore quantità di soia hanno avuto una diminuzione dei sintomi della menopausa ed una minore sensazione di stanchezza.

C’è bisogno di altri studi

Tuttavia non si può però consigliare alle donne di modificare la loro dieta.

Leena Hilakivi-Clarke, professoressa di oncologia alla Georgetown University e una delle autrici dello studio, spiega infatti che i pazienti con cancro al seno non dovrebbero improvvisamente iniziare a mangiare soia se non l’hanno fatto prima.

Gli autori scrivono anche che sono necessarie ulteriori ricerche con “la raccolta di dati prospettici in una popolazione di studio più ampia e diversificata”.

Fonti:

https://link.springer.com/article/10.1007/s10549-017-4578-9